Intervista ad Alrescha


Ciao Alrescha, complimenti per il tuo nickname innanzitutto. Sappiamo che sei una delle migliori Sognatrici della comunità, siamo lieti di poterti fare una breve intervista:

Che tipo sei nel mondo reale come personalità e carattere?
NebulaWa, prima di tutto ti ringrazio per questa intervista. E’ sempre un piacere parlare di sogni lucidi visto che per la maggior parte delle persone spesso è un argomento tabù. Quando si parla di sogni non ci sono sognatori migliori o peggiori ma solo chi ha qualche esperienza in più e chi è ancora al primo approccio, io sono stata fortunata ad aver avuto fin da piccola l’interesse per questo mondo.
La prima domanda che mi poni è qualcosa a cui è difficile rispondere in modo oggettivo, al massimo posso descriverti che idea ho di me.
Sono una persona piuttosto comune se fra il comune è compreso anche qualcuno capace di stare per ore arrampicato sopra un albero a leggere libri o che si diverte a rincorrere gli animali assieme al proprio gatto e ad una macchina fotografica. Alle volte mi lascio trasportare da quello che mi piacerebbe fare al momento, in modo del tutto istintivo, risultando forse un po’ folle e fuori dalla norma. D’altronde di vita ce n’è una sola e se almeno in parte non viene spesa per fare ciò che ci piace, allora è una vita sprecata.
Per il resto mi affibbierei tendenzialmente un aggettivo: equilibrata.
Non perché io lo sia effettivamente, ma perché è ciò che cerco costantemente di raggiungere. Su di me vado perciò a riassumere tutti caratteri un po’ contraddittori fra loro a seconda delle situazioni:
con alcune e poche persone sono estroversa e con altre sono tanto introversa e riservata da sembrare indifferente; mi piace la compagnia degli altri ma amo i momenti di solitudine che passo con me; per il lavoro e i miei doveri cerco di essere precisa, organizzarmi in maniera impeccabile ed essere previdente, poi invece nel mio tempo libero sono una sognatrice instancabile sempre con la testa fra le nuvole; mi piace passare del tempo in casa e in famiglia ma altrettanto tempo lontana a viaggiare; cerco il dialogo nelle discussioni, ma mi capita anche di cedere alle emozioni risultando qualche volta troppo aggressiva o troppo emotiva; sono tendenzialmente buona ed altruista quando serve, ma molto spesso mi comporto da menefreghista se capisco che il mio aiuto serve solo a sollevare gli altri dalle proprie responsabilità per comodo; perseverante e testarda da una parte e costantemente insicura dall’altra…insomma è una bella matassa. Spero di aver dato almeno una vaghissima idea…

Come e quando hai iniziato i sogni lucidi?
Ricordo che da bambina avevo gli incubi e all’età di cinque o sei anni forse, quando dormivo da sola nella mia cameretta, mi circondavo di peluches perché credevo che mi avrebbero protetta dal buio e dalle ombre di cui avevo paura. Mentirei se dicessi di ricordare in modo preciso gli incubi che avevo allora, all’infuori di uno che mi mise talmente tanta paura da rimanermi impresso e che oggi con il senno di poi potrei catalogare come un prelucido, ma ricordo perfettamente che quando qualcosa mi spaventava arrivavo ad impormi di pensare ad ambienti e cose felici. Un’immagine classica che richiamavo era un prato soleggiato con dei conigli che saltellavano e mangiavano qua e là e da lì poi il sogno o andava a finire o ne cominciava uno nuovo. Altre volte invece cambiavo solo piccoli particolari dell’incubo o anche solo il “finale” perché troppo angoscioso. Allora non avevo idea di cosa significasse avere il controllo, mi bastava quello che riuscivo a fare per istinto e che reputavo perfettamente normale.
Alla fine del 2007, all’età di 16 anni, feci il mio primo sogno tutto controllato/consapevole e perfettamente spontaneo. Ricordo che ero spaventata all’inizio, non sapevo dove fossi e non sapevo cosa fare in una situazione tanto nuova ma avevo sempre desiderato vivere un’avventura tutta mia come gli eroi dei libri che leggevo o dei film che guardavo e questa novità mi incuriosiva. Una volta presa la decisione di esplorare, tutto si svolse in discesa e sperimentai cosa significasse poter creare e modellare un sogno a piacimento. Quando mi svegliai ne ero così entusiasta che quello stesso giorno cominciai a fare ricerche. Finii su wikipedia e lessi lì qualcosa, ma trovai anche diversi siti che trattavano di sogni lucidi come uno dei tanti argomenti di soprannaturale ed esoterismo, cose di cui non mi fidavo affatto per pregiudizio. Perciò con wikipedia e pagine e pagine di saggi, studiosi e vite noiose da leggere da una parte e con siti poco allettanti dall’altra arrivai a disinteressarmi molto presto dell’argomento. Le uniche cose che mi servivano era sapere cosa fosse un sogno lucido e sapere che fosse qualcosa di forse non così comune ma almeno abbastanza possibile fra le persone.
Io non ero la sola.
Allora il sito di sognilucidi.it non era ancora nato credo, o forse era proprio agli albori e sotto un altro nome se ben ricordo la sua storia, e di sicuro il mio disinteresse per l’argomento non sarebbe stato così veloce se mi ci fossi imbattuta prima.
Solo qualche anno fa, dopo altri episodi di sogni lucidi, quasi per caso mi venne in mente di fare delle nuove ricerche. I sogni mi hanno sempre affascinata e da anni, anche se saltuariamente, tenevo i diari con su scritti i miei sogni normali; fu proprio rileggendo il sogno lucido del 2007 che sentii ritornare il brivido della curiosità. Tornai perciò ad interessarmi all’argomento e stavolta il sito di sognilucidi.it era ormai formato ed affermato. Lo ammetto: all’inizio non ero convinta di iscrivermi perché avevo paura che il tema sogni potesse portarmi ad entrare in chissà quale losco giro di pratiche e riti. In realtà poi leggendo i diari qua e là e facendomi un’idea delle persone che lo frequentavano, superai la diffidenza e mi iscrissi.
Mai feci cosa più giusta.
Da quel momento i miei sogni lucidi crebbero di numero, di qualità, di controllo, di profondità. Trovai tutte persone che riuscirono a consigliarmi e guidarmi, condivisi con loro le mie esperienze e viceversa. Avevo finalmente qualcuno con cui discuterne e questo mi fece crescere in maniera decisiva. Ora grazie a loro vivo i miei lucidi con serenità e con delle mete precise che stabilisco di volta in volta scoprendo sempre nuove parti di me. Direi che è un bel salto di qualità, no?

Cosa pensi dei sogni lucidi e come li hai conosciuti?
Come già detto prima, seppi di preciso cosa fosse un sogno lucido soltanto alla fine del 2007, dopo aver avuto il primo completamente controllato che mi fece venire la voglia di informarmi.
Cosa penso dei sogni lucidi è complicato. All’inizio erano solo una via di fuga e di svago, poi ho cominciato a considerarli come ottimi strumenti per scavarmi dentro e scoprire e disseppellire cose che nella mia vita quotidiana non riesco a vedere. La mia idea è vivere due vite apparentemente separate per averne una completa in ogni sua sfaccettatura. Spesso si distingue la vita reale da quella onirica, ma non credo che l’appellativo di “reale” sia corretto. Quando sono di là, la mia realtà diventa automaticamente quella che vivo in quel preciso istante. E’ difficile da spiegare perché ogni cosa all’interno di un lucido va considerata nel momento stesso in cui si crea un’interazione: se interagisco con un personaggio onirico che mi è amichevole e affine mi piace pensare che sia vivo, che abbia il libero arbitrio e sia in un certo senso dissociato da me; al contrario se affronto un personaggio onirico ostile allora comincio ad impormi che ciò che sto vivendo è solo un sogno, che lui è creato dalla mia mente e che io ho l’abilità di fare tutto senza limiti di forma, di energia, di spazio o di tempo. E come per i personaggi onirici vale anche per le situazioni, gli ambienti che mi piacciono o in cui sento pericolo, gli oggetti inanimati e tutto il resto.
Sono due stati che convivono di continuo anche se in teoria sono l’uno l’opposto dell’altro.
Al momento sto usando i sogni lucidi per vedere fin dove ci si può spingere con i sogni, trovare dei limiti se esistono, ed allo stesso tempo conoscermi un po’ di più in una sorta di viaggio introspettivo dove vengo continuamente messa di fronte alle mie paure, ai miei timori, alle mie debolezze ed ai miei punti di forza. Oltre ai limiti dei sogni cerco anche i miei.

Che tecniche usi per fare sogni lucidi e se si a che ora se le fai?
In genere non uso tecniche, aspetto che i lucidi arrivino da soli e poi tramite quella che comunemente viene chiamata DILD (dream induced lucid dream) riesco ad entrare nello stato di lucidità. All’interno del sogno normale, il dubbio spesso si insinua da solo senza un preciso perché, oppure comincio a fare dei paragoni con i miei ricordi e le mie conoscenze trovando particolari incongruenti che mi indicano di essere in un sogno. Non faccio test di realtà perché di solito una volta che il dubbio si insinua, riesco subito a prendere lucidità e controllo o se non subito almeno di lì a poco grazie a ripetuti momenti prelucidi.
Oltre alla DILD mi affido spesso alla tecnica del seguire le immagini ipnagogiche facendo in modo che si sviluppino da sole e si concretizzino diventando esse stesse un sogno (ma non è una tecnica che mi riesce sempre) e più di recente mi sto concentrando sulla tecnica che io chiamo di “visualizzazione”, ovvero fissare l’immagine di un ambiente nella propria mente una volta che ci si è coricati e provare a far partire il sogno da lì calandosi al suo interno (cit. di Nebula vedi WILD). Questa di risultati ne dà, ma non ne sono ancora padrona e francamente non ne ho ancora appreso tutti i meccanismi perciò se una volta funziona, altre nove fallisce.
Inoltre applico anche l’ADA (cit. di Nebula vedi WIR) come tecnica diurna, in maniera saltuaria ed istintiva. La trovo un’ottima tecnica per renderci più consci del mondo che ci circonda e del modo di percepirlo. In realtà questa tecnica non la uso per incrementare i lucidi, mi piace come stato di concentrazione in sé e dato che poi svolge un ruolo positivo tanto meglio.

Quanto tempo dedichi pensando ai sogni nella realtà?
Non poco devo dire. Ripenso spesso ai vecchi sogni lucidi oppure a possibili ambientazioni e situazioni per dei nuovi e poi ci ricamo sopra con il daydreaming, cosa che faccio ancora più volentieri. Quelli che gli altri chiamano “film mentali”, in realtà è il lasciar correre la fantasia a briglie sciolte e questo credo che faccia bene non solo a livello di lucidi, di cui incrementa la probabilità di farne, le stranezze, la prontezza di spirito e di pensiero nell’ideare qualcosa, ma anche a livello più concreto e personale. Di giorno siamo continuamente bombardati da suoni, immagini, persone, stati d’animo diversi che nel momento in cui si applica il daydreaming si crea una parentesi fra il nostro mondo e quello esterno. Ci permette di prenderci una pausa, di svagarci, di isolarci e prenderci un attimo per noi. Fatelo, fantasticate un po’ perché non credo che ci sia niente di più bello oltre che salutare (cit. Nebula vedi anche IDRS).

Quando sogni solitamente? I tuoi piu cari cosa dicono?
All’inizio i miei sogni cominciavano da normali e finivano in lucidi perciò avevo un solo unico grande sogno che portavo fino al mattino. In realtà poi mi sono resa conto che, spezzando i normali dai lucidi, i più li ho di primo mattino. Grosso modo un paio d’ore prima che io debba alzarmi definitivamente.
Riguardo a cosa sappiano i miei cari del mio mondo personale è abbastanza semplice: o non lo sanno o non ci credono. Partendo dalla mia famiglia, l’unica persona che sa dei miei viaggi da lucida è mia sorella. Abbiamo l’abitudine di raccontarci i sogni più strani fin da bambine, perciò nel momento in cui ho cominciato con i lucidi non ho potuto fare a meno di renderla partecipe. In realtà non ho mai capito se questa sia una pratica che le interessi o meno. Non ha mai mostrato interesse nel provarlo di persona anche se so che di recente una delle sue amiche di scuola si è inoltrata nell’argomento lucidi e chissà che non riesca a trascinarla con sé.
Riguardo i miei amici invece è tutt’altra musica. Solo una volta cercai di alzare l’argomento e se un paio di mie amiche sembrarono affascinate, fra cui una che mi rivelò aver avuto qualche sogno lucido in passato, la mia migliore amica mi disse una cosa del tipo “guarda che dal credere a queste cose al credere in spiriti ed altre cavolate il passo è corto”, aggiunse poi qualcosa che aveva a che fare con l’autosuggestione, l’essere privo di logica ed il fatto che spesso ci si lascia influenzare. Al che replicai che i sogni lucidi non sono niente di così astratto e soprannaturale ma semplicemente sogni in cui ci si accorge di sognare e spesso avvengono proprio grazie al fatto che vediamo al loro interno cose impossibili che riconosciamo esattamente come tali: impossibili. E’ la logica, l’associazione di idee e il paragone con ciò che conosciamo che governa una tecnica come la DILD, per esempio. E’ quanto di più concreto esista. Da allora comunque non mi sono più addentrata in argomento, ma sto aspettando un buon momento per tentare ancora.

Hai mai avuto momenti bui?
Altroché, anche mesi non proprio completi ma quasi totalmente assenti sia di sogni normali che di lucidi. Come per tutte le cose ci sono alti e bassi. Non ho ancora compreso da cosa dipenda in realtà. Spesso ho degli orari sbagliati per andare a dormire dovuti talvolta all’università e talvolta alle amicizie che mi fanno fare tardi. Dicono che i momenti di stress non aiutino, eppure uno dei miei periodi più fecondi è stato proprio durante lo studio della materia universitaria che mi creava più pressione, mentre, al contrario, i periodi estivi dove c’è un rallentamento dei doveri li ho trovati sempre un po’ carenti in lucidi.

Hai mai superato i tuoi limiti mentali?vuoi parlarcene?
Limiti mentali…di solito non ho difficoltà all’interno di un lucido per quanto riguarda il controllo. Ho scoperto di avere abbastanza immaginazione per fare cose a primo impatto impensabili e nonostante i miei sogni spesso si caratterizzino per avere in sé tutte le sensazioni reali come il tatto, più o meno il peso degli oggetti, il caldo o il freddo e così via, riesco comunque a slegarmi da queste barriere e giocare a mio piacimento. Succede che io incontri difficoltà nel riuscire in qualcosa subito, ma insistendo nei miei obiettivi in modi diversi tutto riesce. Creare il fuoco dalle mani non va? Provo pronunciando la parola. Neanche questa dà esiti positivi? Provo a trasformarmi in drago e sputarlo…e così via dicendo. Questo lo chiamo “avere sempre un piano B”. Se cambi prospettiva, cambi il modo di vedere le cose e quindi l’esito dei tuoi tentativi.
Comunque uno dei miei limiti più grandi è stato attraversare quella che per me è la mia porta dell’inconscio. Come faccio a sapere che sia proprio quella? E’ comparsa nel primo lucido controllato che ho avuto e quindi si è stabilito da subito un legame. E’ stata la prima cosa in assoluto con cui ho interagito e grazie alla quale mi sono resa conto di avere controllo, ma paradossalmente è stata anche parte della mia prima paura. In effetti quella porta semiaperta dall’altra parte aveva solo il nero ed il buio più totali che mi terrorizzavano. Sentivo che c’era qualcosa in agguato dall’altra parte che mi chiamava, che mi attendeva. Nel mio primo lucido la volli letteralmente “chiudere per sempre” e quindi il sogno poi si svolse in atmosfera piuttosto tranquilla. Anni dopo, avvicinandomi al sito di sognilucidi e sotto suggerimento di alcuni utenti, cominciai invece a cercarla. In lucidi e lucidi continuai a trovarla regolarmente ma, un po’ perché non riuscivo a vincere il timore e un po’ perché partivo con il presupposto sbagliato di “cercarla” prima di cominciare un sogno invece che pensare direttamente di “attraversarla”, molti dei miei tentativi si trasformarono in una ricerca infinita che terminava sempre assieme al sogno nel momento in cui me la trovavo davanti.
Alla fine però sono riuscita a superare tutti gli ostacoli. Mi ci è voluto del tempo, ho provato tutte le strategie possibili per tentare di raggirare il problema, ma una volta capito che l’unico vero problema veniva da me, ho preso coraggio e finalmente l’ho attraversata affrontandola di petto.
Non svelerò qui cosa ci ho trovato dentro, dirò solo che era qualcosa di inaspettato e il messaggio fra le righe piuttosto serio.
In sogno la paura delle porte buie non mi è ancora passata, anche se non sono porte per il mio inconscio ma dopotutto è un timore generale che deriva concretamente dalla mia infanzia anche se poi nella vita reale ora come ora non ne soffro affatto, e ogni tanto devo tornare a farci i conti. Qualche volta perdo e qualche volta vinco, ma credo che l’importante alla fine sia prendere consapevolezza delle proprie debolezze e poi superarle di volta in volta.
Prima o poi tenterò di nuovo di entrare dentro la porta per il mio inconscio.

Come alzi la tua energia per arrivare ad uno stato mentale dove il tuo inconscio è libero come nel SLTC?
Forse può suonare strano perché di solito quando si parla di emozioni forti nei lucidi lo si fa dicendo sempre che bisogna fare attenzione dato che possono destabilizzare. Per quanto riguarda me è vero fino ad un certo punto, infatti emozioni molto forti come la gioia oppure come la rabbia o la paura spesso mi fanno passare da un lucido che ha un controllo un po’ indisciplinato ad uno incline al mio volere.
Ora, comunemente si dividono i lucidi in normali e total control. Io non sono d’accordo. Per me un lucido è un lucido e basta. Può capitare quello un po’ meno stabile o dove le cose che si pensa di fare non vengono subito, ma si può sempre stabilizzare o trovare un’alternativa per l’obiettivo che si vuole raggiungere. L’armonia all’interno di un sogno non può essere considerata come total control di per sé. In un lucido posso essere capace di tutto, ma il sogno stesso può essere ostile creando personaggi e situazioni ostili…eppure riesco in ogni cosa che immagino. In quel caso non credo possa essere classificato total control perché c’è contrasto fra il sogno e me che lo vivo. Stessa cosa inversa per i sogni in cui ci si sente felici e in comunione con il sogno, però non si riesce nel creare un oggetto ad esempio. Allora il total control esiste davvero? Non credo che la divisione possa essere fatta in maniera così netta, sarebbe uno sbaglio limitarsi a costringere i sogni nell’una o nell’altra categoria perché anche questo è un limite ed io non voglio crearmelo.

Il tuo momento onirico migliore?
Ah, bella domanda! Ne ho avuti diversi di momenti magici che non dimenticherò mai. Il dominare gli elementi in un lucido dei primi periodi è fra questi di sicuro. La prima volta che ci ho provato creando un piccolo sole di fuoco fra le mie mani, quasi non ci credevo: ero così sorpresa, incuriosita e così fiera di me che avrei potuto davvero fare i salti di gioia.
Un altro momento interessante è quando ho incontrato il personaggio di un mio vecchio racconto che avevo inventato in primo superiore, da ragazzina. Vederlo lì in carne ed ossa avanti a me, parlarci e poterci interagire non ha eguali. Una volta scoperto che potevo farlo con lui, ho cominciato a riempire i miei sogni di personaggi che avrei voluto incontrare. Chi non conosce Batman? E se si volesse incontrare il personaggio di un libro come Peter Pan o il cappellaio di Alice nel Paese delle Meraviglie? O attori come Johnny Depp o Morgan Freeman? Le possibilità sono davvero infinite.
Ora che ci penso uno dei lucidi più strani e più terrificanti che abbia mai avuto fino ad ora riguarda proprio il Joker di Batman. Un lucido tanto affascinante quanto disperatamente inquietante.

Cosa cerchi di raggiungere dai tuoi sogni e quale motivazione o sprone usi?
Non ho ancora un’idea finale, uno scopo altissimo e unico a cui fare riferimento. Credo che le mie mete cambino e si plasmino a seconda dei sogni di altri utenti, delle conversazioni, delle nuove idee che nascono. Scoprire di me? Certo che è uno scopo, ma anche divertirmi all’interno di un sogno (anche se spesso lo dimentico). E poi? Cercare limiti se ce ne sono. Incontrare nuovi personaggi, scoprire nuove sfaccettature dei miei vecchi personaggi ricorrenti, nuovi posti, nuove risposte, nuovi poteri, nuove esperienze…insomma, qualsiasi cosa catturi la mia attenzione diventa automaticamente nella lista degli scopi. Ovviamente poi li sviluppo a periodi, quindi magari un periodo punto su qualcosa e quello dopo tendo a farne prevalere un’altra.

Cosa proponi di fare o di sviluppare agli altri sognatori?
Forse mi ripeterò un po’ ma le prime cose che mi sento di dire sono: fate attenzione alle emozioni forti e fate attenzione ai vostri obiettivi.
Riguardo la prima potreste scoprire che magari anche per voi le emozioni forti migliorano il controllo, quindi forse vale la pena fare qualche ricerca in più e sperimentare un po’ nei vostri lucidi anche solo per curiosità. Per la seconda oltre ad avere dei piani di riserva per fare le stesse cose in modi diversi dove magari uno funziona e l’altro no, è importante anche l’idea di principio. Si potrebbe infatti inciampare sulla stessa situazione che ho avuto io con la porta, ovvero una ricerca infinita che non porta mai a niente se si è insicuri e se non si è chiari con se stessi su ciò che si vuole fare. Quindi prima di tutto vale porsi un obiettivo preciso che sia esattamente ciò che volete e non che sia qualcosa di vicino o di simile. Sembra banale a prima vista, ma non lo è.

il tuo contributo renderà la nostra comunità migliore e chi non conosce i sogni lucidi a incuriosirli e a spronarli. Grazie

 

Intervista

 

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