Tecnica DILD – ADILD e funzionamento inconscio


Dopo tanto tempo vorrei finalmente dividere il consueto da quello che è inconsueto.

Sappiamo tutti che la DILD è chiamata in causa quando ci si accorge di essere in un sogno, questo anche senza fare nulla di rilevante. Chiamatela genetica, chiamatela per guru, chiamatela fortuna, come volete.
Il fatto sta che però la DILD non è più conosciuta come tecnica DILD.
Tra l’altro nessuno conosce in che modo si può lavorare come tecnica d’induzione.
A questo punto divido la DILD “la tecnica della fortuna o tecnica che viene dalle altre tecniche” con la nuova ADILD. ADILD perché richiama la DILD, ma spiegherò nel profondo come può essere lavorata come tecnica di induzione, quindi differenziandola per bene. Alterazione della tecnica DILD : la DILD per molti utenti era passiva, la ADILD è diventa attiva…vediamo come:

ADILD: “Altered DILD” (DILD : Dream Induced Lucid Dream”, cioè “sogno lucido Iniziato dal sogno”)

Questa nuova tecnica che ho composto è frutto di recentissimi studi, ancora parzialmente in atto.
Lo scopo è quella di alterare il nostro inconscio reindirizzando i nostri pensieri consci e subconsci .
Ora, per fare questo ci vuole tempo, esperienza e perseveranza. Questo perché si agisce direttamente nel livello più profondo di noi stessi, e non è semplice. La stabilità di questa tecnica è molto alta una volta raggiunta.

Per studiare il subconscio/inconscio del sogno lucido e non lucido bisogna assolutamente essere positivi sulla riuscita ma razionali sullo studio dei pensieri, le sensazioni e le emozioni che nascono in un sogno.

Questa tecnica ha come obiettivo addestrare l’inconscio/subconscio, e capire gli elementi in gioco della formazione del proprio sogno.
L’inconscio in questo caso “apprende” dagli elementi onirici che sensazioni generare per la formazione di un sogno lucido.
Una cosa fondamentale per sviluppare questa tecnica che si potenzierà un po’ alla volta, è quella di non avere fretta, armarsi quindi di pazienza perché il procedimento non è veloce.

Vi è mai capitato di usare mantra fino al sogno e di riuscire a farsi la domanda se si sta sognando ma alla risposta si, continuavate a fare tutto come prima senza lucidità? Bene. Già bene perché noi faremo il procedimento inverso. Non dovremo raggiungere un obiettivo, dovremo far capire all’inconscio che quel obiettivo lo abbiamo già superato. Mi spiego meglio:

Quando si è in un sogno bisogna sviluppare dei ragionamenti, ovvero usare ripetutamente delle parole introspettive, con ragionamenti logici ma molto brevi e semplici, gli stessi della veglia. Bisogna lavorare e pensare al coricamento, come affrontare questi ragionamenti ricordando o utilizzando pensieri onirici e emozioni oniriche.
Analizzare i propri sogni è fondamentale ed è quindi un allenamento dell’inconscio partendo dai nostri sogni, si possono usare addirittura messaggi o immagini subliminali per arrivare allo scopo (in base alla propria psiche).

In questa tecnica sicuramente non affronteremo l’inconscio ma ce lo faremo amico, rassegnandoci si a quello che ci propone ma reindirizzando questo percorso alla ripetizione di quelle sensazioni di lucidità. Avremo la sicurezza che in un modo o nell’altro l’inconscio ci propone un attimo di lucidità, noi dovremo solo riconoscerlo deviando la mente alle sensazioni della lucidità.

Da uno spunto simile vengono tratte le MODRI e gli SLTC, questo perché nei sogni l’inconscio o il subconscio gioca un ruolo fondamentale come vedete nello schema.

I livelli delle tecniche sono così composti e più si scende e più la difficoltà è alta.

1 livello Tecniche diurne
2 livello Tecniche MILD (pre-sonno)
3 livello Tecniche WILD, esterne (insognazione)
4 livello Tecnica ADILD (nel sogno, allenare e alterare l’inconscio) + tecniche di autosuggestione

Nel 4 livello, la nostra zona, è necessario avere già sognato lucido in precedenza, e avere un po’ di esperienza con i SL. Il risultato sarà migliore più si scende a profondità di livello.
Più si sogna lucido e più questa tecnica involontariamente viene applicata dall’inconscio. Capita spesso che questa tecnica funziona a cicli, cioè con una serie di sogni dopodiché una pausa dovuta sempre dall’inconscio.
Probabilmente per alcuni sognatori lucidi “naturali” la tecnica è stata già appresa dall’inconscio involontariamente.

Come allenare l’inconscio e fare così la ADILD?

Fase 1 stuzzicare l’inconscio:
Discutere sui sogni lucidi, trovare nuovi spunti, e desideri nascosti, conoscere meglio noi stessi per obiettivi nuovi. Avere il desiderio di sognare sogni normali.

Fase 2 piegare l’inconscio:
Quando ci si corica a letto bisogna essere già psicologicamente convinti che l’inconscio ci darà l’opportunità di fare un sogno lucido. Come se fosse un desiderio già avverato e del tutto normale.

Fase 3 socializzare con l’inconscio (la fase difficile):
Socializzare con le guide (i personaggi onirici) e col sogno stesso, raccontare di noi stessi, ragionare in maniera introspettiva.
Analizzare l’inizio del SL come si è svolto, cosa ricordiamo prima del sogno e nella realtà
Annotare tutto su un diario del sogno e sul diario onirico nella realtà. Non affrontare l’inconscio ma farcelo così amico.

Fase 4 abituare l’inconscio:
Ripetere alla veglia e al coricamento “ma è un sogno!”
Ripeterlo sempre all’inizio dei primi SL fatti con altre tecniche, però ad alta voce.
Capiterà alla fine della seconda fase di ripeterlo involontariamente nei sogni normali, questo è buono. Questo capiterà dopo un po’ di sogni fatti.

Fase 5 allenare l’inconscio:
Cercare nella realtà come una sorta di tecnica di autosuggestione dall’esterno. Nella realtà trovare messaggi e immagini subliminali sui sogni lucidi. Qualcuno di questi li potete trovare sparsi sul mio blog, nelle poesie o nei giochi. A volte potrebbe essere utile anche qualche video con qualche fotogramma sparso qui e la.

Qui potete trovarle.

tecnica

 

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3 thoughts on “Tecnica DILD – ADILD e funzionamento inconscio

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