Atto terzo: il Nuovo Giorno


Atto terzo del pianeta: il Nuovo Giorno, si un nuovo futuro ci attendeva, il Tempo Secondo.

Quel futuro lontano era già arrivato, un giorno che non pensi e non arriva mai , finchè ti trovi con mille pensieri, tutto è molto movimentato, tutto cambia.
Dovevamo evacuare il pianeta ed ero convinto fosse la Terra, dovevamo lasciarlo per sempre, ormai era inabitabile e solo pochi potevano farlo. Era stata preparata una struttura orbitante, molto tecnologica, dotata di tutto quanto per attraversare l’universo e vivere li.

Il gruppo militare che ci scortava aveva notato che eravamo in troppi, tutti selezionati, quindi c’era un gran caos su quella astronave. Tutto era molto realistico, il centro nevralgico era come pieno di computer futuristici che nel Tempo Zero degli esseri umani nemmeno avevano ideato.

Gli scienziati stavano lavorando per portarci altrove, ma nel frattempo gli operai spaziali lavoravano la materia prima
su asteoroidi e sul pianeta gassoso vicino, le nubi del pianeta blu, urano e nettuno erano come oro in quel momento della storia.

Ricordo benissimo il momento in cui abbiamo attraccato alla stazione mineraria spaziale che girava vorticosamente nei pressi dei giganti gassosi. Una visione abbastanza impressionante.
Qui c’era il commercio di questi apparecchi tecnologici, e appariva un po come un grande centro commerciale tecnologico spaziale. Tutto quello che si pensava nel Tempo Primo era già realtà. Ricordo cose pazzesche, invenzioni straordinarie.

Il sogno era ben delineato e lucido, e capisco di essere certamente nell’Era di Cenere. Penso sempre piu spesso che Cenere abbia qualcosa a che fare con Cosmos e che potrebbe essere a quello che accade al pianeta Terra in un futuro lontano e ciò mi mette di strano umore.

Guardando un apparecchio davanti a me che doveva essere una primissima macchina del tempo per piccoli oggetti di un certo metallo mi viene in mente una cosa. Penso che potrei tornare indietro nel tempo, sentivo che mi mancava qualcuno o qualcosa e che avrei potuto cambiare il destino del pianeta Cenere. Fisso il negoziante, e poi mi guardo intorno e sento che sono completamente solo, e che con me doveva esserci una persona.

La MODRI fa in modo che mi torni in mente un falso ricordo o forse uno vero, non lo so, ma so che una ragazza doveva salvarsi ed essere scelta per il viaggio spaziale. Fisso nuovamente la macchina del tempo e ci entro dentro.

Mi trovo in Cenere, nel quartiere dei ricchi, dove le case popolari non sono ancora state distrutte dall’umanità o dalla natura del pianeta. Il sole era vicinissimo, era tutto molto abbagliante, di una luce arancione e il caldo secco che asciugava le ossa. Non ricordo piu perchè ero li. Decido di esplorare la zona in attesa del sogno stesso, del naturale avvenimento onirico o dello svolgimento di imprevisti.

Il quartiere è davvero molto degradato anche a livello morale. Tutto è lasciato allo sbando, alla violenza, alle droghe e tutto è un grande bordello a cielo aperto.
Conosco una ragazza che sento essermi vicina anche se il posto in cui si trovava non era certamente quello che mi aspettavo. Dopo aver passato un bel po di tempo, ad un certo punto la ragazza corre mentre era ad una sorta di cellulare e salta su un camion di pompieri. I pompieri non potevano fermarsi, anzi guidavano velocissimi perchè c’era il timore di finire in mano agli anarchici.

Sono gli ultimi momenti del pianeta prima della guerra atomica dei ribelli e salto su un camion anche io. C’era una grande corsa per salvare il pianeta ma ormai era troppo tardi. Capisco quindi che sono entrato nella macchina del tempo ad un momento poco prima l’evacuazione. Capisco che lei è la ragazza che cercavo.

Scendo dal camion in corsa e volo verso il camion che seguivamo. Perdo del tempo per trovarlo quando li vedo e li raggiungo, erano già fermi. Ci parlo animosimente e scendiamo col camion in corsa. Il problema è che eravamo appena arrivati nei pressi di casa sua e tutto aveva preso fuoco con la sua famiglia dentro, lei corre verso la casa e capisco che è troppo tardi.

Il ricordo è piombato su di me tremendamente come una montagna che cade dentro un calmo lago.
Comincio a correre e …vedo una granata di una piccola bomba atomica cadere davanti a me, polverizzando l’incrocio e parte del quartiere, palazzine comprese, assieme ai camion dei pompieri.
Lei scompare nel bagliore della luce e non tornerà mai piu. Quello è il flash che ricordavo, un ricordo pazzesco e angoscioso, senza un addio, si è troppo tardi.
Io resisto alla esplosione, e nonostante sono completamente radiattivo vengo scaraventato dentro un muro di mattoni qualche centinaio di metri piu in la, mi rialzo e mi metto in mezzo al cratere a pensare a quello che è successo.

Decido di tornare indietro nel tempo a qualche istante prima con la tecnica OWILD e succede. Siamo nel momento in cui saltiamo giu dalla camionetta dei pompieri.
Una volta giu la porto in una via nascosta per proteggerci dalla esplosione atomica e dalle radiazioni. Ci parlo un attimo e realmente ricorda tutto anche lei.
L’esplosione atomica avviene lo stesso ma questa volta anche una camionetta si salva.
Mentre ci guardiamo, superstiti da una esplosione, tutto si dissolve e ritorno al tempo Zero, della nona Era.

 

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