Cenere parte seconda – lo scritto post apocalittico


Dentro ciascuno di noi, molto profondamente, è nascosta una sua parte ribelle per provare a se stessi se si possa trovare un rifugio o se è fattibile superare una difficoltà, che sia improvvisa o permanente.

Ognuno di noi reagisce in maniera decisa scappando o affrontando una improvvisa situazione di pericolo. Qui, proprio dentro questo posto si trova Cenere. Cenere è un posto assurdo, fatto di scenari violenti, da cieli dove piove fuoco senza un particolare perchè, dominato da contrasti di sabbia chiara, desertica e montagne e spiagge scurissime, quasi nere e qualcuna di colore rossiccio come l’argilla.

L’aria è pesante, fitta di terrore, densa di foschia e di cenere di vulcani. Lo scenario di questo pianeta è in un futuro post apocalittico. Vi si trovano molte rovine di palazzi, spesso abbandonati perchè crollati o piegati visti i numerosi terremoti, il cemento distrutto o crepato hanno visto ormai la storia insanguinata di questa epoca.

Il mondo è in continua evoluzione, la gravità non è come quella che conosciamo e queste continue forze opposte di pianeti distruggono piano piano quello in cui siamo.

Qui delle poche “persone” rimaste vige l’anarchia, non ci sono freni, pudori o leggi. Viene lasciato tutto in balia della pazzia.

Cenere viene usata come dimensione dove potersi liberamente scontrare, dove poter affrontare dubbi, individui, potenze naturali, mostri, incubi e paure. Può essere anche un posto dove potersi spingere oltre i confini anche se è molto difficile concentrarsi visti i continui cambiamenti o distruzioni epiche improvvise. Direi che è il posto ideale dove a qualcuno fa venire in mente “l’inferno”.

In questo posto sono venuto poche volte, ed è stato difficile ambientarsi. Il mio ego l’ha “creato” così, sfacciato, crudele e burrascoso.

Ricordo nei primi sogni passati dove ho affrontato le prime paure come Har Maghedon dove ero mancante e non eletto, dove il pianeta stesso veniva distrutto in mille pezzi mentre cadeva addosso il pianeta gemello. Croste di terra si innalzavano dagli inferi e la gravità stessa veniva spaccata dal cielo.

In passato è successo che ho pensato di distruggere per sempre questo pianeta e l’ho fatto con una tecnica improvvisata dal mio ego, distruggendo così un pianeta intero, per mettere fine a tutte le mie paure in un sol colpo. D’altro canto la mia mente lo ricrea continuamente. Quindi Cenere si distrugge e si ricrea ogni volte che viene sognata.

Certe volte ripenso a quel momento, “fiocchi di fuoco dal cielo” e penso che nonostante sia una dimensione molto particolare è avvincente e resterà per sempre. Quel momento l’ho considerato come avvincente sicurezza, pieno controllo della situazione, e le persone accanto a me erano guerrieri potenti dove ci si poteva fidare l’uno dell’altro.

Stanotte questa dimensione era molto piu stabile rispetto alle altre volte, lo scenario era post apocalittico piu riferito a una guerra successa recentemente, dove si potevano vedere ancora i crateri delle bombe all’idrogeno esplose e le radiazioni si percepivano. Immaginate una città, Pripyat, dove non solo era abbandonata dalle radiazioni, ma distrutta dai terremoti e dalle bombe atomiche.

L’aria era metallica e fuligginosa, torbida e la gente era senza scrupolo, pazza, violenta e crudele. Le persone sapevano di essere alla fine della loro esistenza lasciando la prepotenza e nessun pudore alle persone piu deboli. Uno scenario che non vorrei mai vedere, qualcosa che preoccupa profondamente la nostra esistenza.

In tutto questo, mentre guardavo lo scempio dall’alto di un palazzo ero sicuro che di li a poco sarebbe successo qualcosa. Invece nulla.

Mentre entravo nei condomini e trapassavo il cemento crepato dei palazzi, mentre volavo da una altura arrugginita all’altra ricordavo le parole di un’altra sognatrice. I miei vestiti erano stracciati, come le colline davanti a me.

L’unico contesto di divertimento si avvertiva prima del coprifuoco, la sera, ad un rave party, organizzato da una persona che mi spiegava che l’indomani sarebbe morto. Non avevo nemmeno le forze per pensare che fosse andata diversamente.

Mi sentivo rapito dal libro The Book of Eli e la persecuzione intimidatoria era continua, c’era tensione in parte della giornata, in ogni momento del sogno, in ogni secondo che passava, tutti, uno dietro l’altro che passavano inesorabilmente.

Nessuno si avvicinava a me perchè intuivano o intravedevano una forza, un’aura attorno a me; ma dentro di me mi sentivo vulnerabile, debole e stanco. Tutte le mie paure crescevano se la lucidità si abbassava e tutte le mie paura sparivano se la lucidità si alzava.

Era difficile mantenere l’attenzione e la lucidità alta per tutto questo tempo e i miei nemici lo sapevano. L’odio del mio essere si esprimeva in tutta la sua forza dentro questa dimensione. Tutto era dentro di me, tutto era me.

Questa era la continua prova di me stesso.

In passato da ragazzetto avevo affrontato mostri come nel film di Aliens e altri essere indistruttibili dove so di poter trovare in questa dimensione perchè racchiusi qui dentro per sempre. In questo sogno cercavo di stabilizzare questa dimensione per potermi soffermare sugli abitanti, su quello che provavano e farmi capire quanto vivo bene nel mondo reale e farmi capire come c’è effettivamente chi sta peggio di noi. Volevo per un attimo capire come potesse sentire ma anche allo stesso tempo provare direttamente cosa si prova l’ora prima della fine di tutto. Provare e percepire nuovamente le paure che non provo da molto tempo, vivere assieme alle persone per sapere da loro che segreto avevano per poter sopportare tutto e quindi apprendere la loro forza interiore. Questa notte ho appreso questo, e mi servirà ancora in futuro.

Questo era Cenere questa notte… un pianeta intenso e carico di angoscia e di scompensi.

Ricordi di una vita di piena sicurezza e di una vita di insicurezza, un sogno per capire che tutto può cambiare da un momento all’altro della propria vita, capire come essere sempre pronti e vigili , capire che ognuno ha un punto debole da dover proteggere in ogni momento. Capire che non si possono sempre controllare le forze della natura o dell’universo, capire quanto siamo piccoli granelli di sabbia, che non valiamo nulla. Capire quanto possiamo sopportare e che cosa a volte subiamo. Capire come l’uomo nelle pressioni e in mezzo alla massa può inaspettatamente cambiare la sua morale, diventare spietato, capire la freddezza del mondo reale. Un sogno per capire quanto a volte siamo fortunati e che si dovrebbe rivolgere un pensiero alle persone che realmente sono in difficoltà. Capire che tutto può cambiare da un momento all’altro senza che noi ne siamo consci.

Ma capire anche che l’essere umano può vedere in un posto grigio, un colore. Noi viviamo per quel colore, una nota che consola la nostra infima e breve esistenza, la nostra flebile e gracile vita.

Questo sogno mi ha fatto capire, mi ha aperto gli occhi e sebbene non possa trasmettere cosa ho capito e quindi senza trascriverlo, lo dedico a chi riesce ad affrontare, subire, riuscire in qualche modo a vivere costantemente con il terrore, chi si riesce a piegare ma non spezzare, dedicato a chi possiede quella forza sovraumana che abbiamo dentro noi stessi per la sopravvivenza.

Dedicato a te caro lettore che sai di avere una scadenza alla tua vita, a te che hai un tumore a te che in questo momento il tuo paese è in guerra, dedicato a te che vivi vicino all’inquinamento, sei disabile, vivi nei pressi di un vulcano, a te che hai provato un sisma, a te che provi gli effetti delle radiazioni ma che quando ti posso guardare negli occhi vedo uno sguardo che punta diretto in avanti, senza un punto preciso e che con i tuoi occhi stanchi di vivere ma fieri di averlo fatto, pensi ancora alla vittoria, alla testardaggine di poter sopravvivere, e aver provato a te stesso ma anche a me, che sei un forte e potente guerriero.

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THE BOOK OF ELI

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